Raduno nr.19 - Italia 2009

Raduno n° 19 Italia: Dolomiti

L’appuntamento è per giovedì sera 1 ottobre in un fascinoso albergo di puro stile trentino (tovagliette ricamate a mano comprese) a Fiera di Primiero e siamo già immersi nell’atmosfera adatta.

Le auto sono 18, tutte belle, tutte cabrio e gli equipaggi affiatati far loro, perciò il divertimento è assicurato.

Il venerdì mattina siamo gasati e pieni di aspettative che non andranno deluse perché la giornata è soleggiata e il tragitto si rivelerà di stupefacente bellezza. Dopo San Martino di Castrozza auto e passi si dipanano uno dietro l’altro in fila ordinata.
Il Rolle, il Valles, il San Pellegrino conservano ancora prati verdi- illudendoci così che l’estate non sia ancora finita- sui quali svettano le Dolomiti, le montagne più belle del mondo (e non lo dico solo io!).
Arrivati a Canazei entriamo in Ladinia e la percorriamo fino al passo Fedaia dopo aver ammirato la Marmolada in tutto il suo splendore. Dal Fedaia passiamo nell’ Agordino, cioè dal Trentino al Veneto, mentre prima attraverso il passo San Pellegrino abbiamo fatto l’inverso, ed anche qui ci riempiamo gli occhi di montagne dalla bellezza rara e sempre diversa.
Attraverso il passo Duran passiamo dalla valle Agordina alla valle di Zoldo sovrastata dai gruppi dolomitici del Civetta e del Pelmo, qui il paesaggio si fa cupo e verdeggiante. A Forno di Zoldo ci aspetta un ristorante tipico dove facciamo la prima di numerose epiche mangiate di piatti trentini che alla fine del raduno provocheranno considerevoli allargamenti del girovita (però ne valeva proprio la pena!).
In questo ristorante c’è anche un bellissimo Larin, l’antico focolare friulano che si aggiunge come ulteriore attrattiva alla genuina bontà del cibo.
Dopo pranzo ci aspettano il passo Staulanza e poi il Giau che nella gloriosa luce del pomeriggio ci si offre in tutta la sua magnificenza. Da lì con ancora negli occhi le lontane montagne incantate delle Tofane, del Cristallo, della Croda da Lago ci dirigiamo verso Cortina, ma prima facciamo tappa al sacrario militare del Pocol che custodisce le ossa di migliaia di caduti delle Grande Guerra. Qualcuno cerca, senza trovarlo, il nome di un lontano parente, tutti siamo consapevoli, qualunque sia il nostro punto di vista sulla guerra, che quello è un luogo di riflessione e rispetto. Cortina ci accoglie con un clima mite e la raffinatezza dei suoi negozi esclusivi, per cui le signore ne approfittano per fare shopping. Un’allegra degustazione di vini con stuzzicanti specialità locali chiude una giornata intensa e piacevole.

Sabato c’è ancora il sole (evviva!) perciò molti ne approfittano per viaggiare scoperti e del resto siccome si ritorna sul Giau meglio abbracciare con lo sguardo il maggior numero di bellezze possibili. Quanto a bellezze anche il passo Valparola non è secondo a nessuno e qui di nuovo ci immergiamo in un’atmosfera di altri tempi, visitando il museo della Grande Guerra del Forte Tre Sassi.
Tra armi ed equipaggiamenti militari vediamo anche reperti di vita quotidiana, quali scatolette di cibo, cartoline, utensili, scaldini ed altre piccole cose che rendevano un po’ meno dura la grama vita dei soldati.
Altri passi ci attendono e perciò ci affrettiamo verso Corsara, ancora Ladinia, incominciando ad inanellare il passo Gardena, il Sella, il Pordoi attraverso il quale arriviamo ad Arabba, dove in un altro forte austriaco, sapientemente restaurato, gustiamo un ulteriore ottimo pranzo. Per digerire il pranzo, ma soprattutto per fare un breve salto nella storia, nel pomeriggio visitiamo il castello nei pressi di … costruito su una roccia che ci impegna con un numero considerevole di scalini e dall’alto dei suoi muri restaurati ci offre altri indimenticabili paesaggi.
Una cena pantagruelica in un ristorante tipico sopra Cortina dà il colpo di grazia a colesterolo, trigliceridi e glicemia (ma, ripeto, ne valeva la pena).

La giornata di domenica, bella come le altre due (che fortuna!), ci vede diretti a Misurina, misterioso e romantico lago ad alta quota nelle cui acque si specchiano pari pari le cime dei monti che la circondano. Appena il tempo di ammirarle e siamo già sulla via di Sauris, isola di lingua tedesca nel bel mezzo del Friuli.

Ma quello che ci interessa dopo il meraviglioso panorama che abbiamo visto arrivandoci (le tre cime di Lavaredo, il Sorapis, i Cadini, tanto per citarne qualcuno) sono gli aromatici, saporiti e famosissimi salumi del posto. Di questi facciamo abbondante degustazione, dopo aver appreso i segreti del loro sapore inimitabile: la materia prima, l’aria fresca e salubre che ne favorisce la stagionatura, il rispetto delle ricette tradizionali. Carichi di ogni ben di Dio, comprato allo spaccio del salumificio, ci avviamo verso la fine del nostro magnifico giro percorrendo una strada tortuosissima che attraverso il passo Rest ci conduce alla val Tramontina, dove per quattro secoli le fornaci continuarono ad ardere e a produrre la calce necessaria a costruire le case del Friuli.
La nostra meta finale è un ristorante di Arba, vicino a Pordenone, dove senza ormai più alcun ritegno ci abboffiamo come sempre. Basterà una settimana di digiuno per tornare in pari con girovita, colesterolo, trigliceridi e glicemia?Mah… I saluti sono lunghi e affettuosi…non ci resta che aspettare il prossimo raduno, questo è riuscito proprio bene!